Formazione continua in logopedia senza stress
Nei primi anni di lavoro, come tanti colleghi, ho avuto un rapporto conflittuale rispetto alla formazione continua in logopedia. Volevo sapere tutto! Corsi, workshop, webinar, e-book… ogni giorno salvavo un evento, mi iscrivevo a qualcosa, ascoltavo podcast clinici costantemente. Eppure, a un certo punto, mi sono resa conto che accumulare teoria senza integrare pratica era diventato inutile – e frustrante!
Alcuni corsi non li ho nemmeno mai finiti. Era il periodo dei webinar infiniti durante la pandemia, e mi sembrava di “dover” aggiornarmi continuamente per restare al passo. Ma più imparavo, più mi sembrava di non sapere nulla. Era chiaro: dovevo cambiare approccio per poter dare un reale valore alla mia formazione continua in logopedia.
Formazione continua in logopedia: meno, ma meglio!
Da quel momento, ogni anno inizio con una domanda chiave:
“In cosa voglio (realmente) formarmi quest’anno?”
Non più mille argomenti diversi, ma al massimo due aree di intervento:
- Una legato al mercato del lavoro, che possa essere economicamente sostenibile e richiesta (per me, ad esempio, è stata la disfagia).
- Una che mi appassioni profondamente, anche se non è subito “spendibile” (spesso rientra nell’ambito della motricità orofacciale).
Questa scelta mi permette di concentrarmi davvero, di apprendere meglio e soprattutto di trasformare la teoria in pratica clinica.
Come scelgo un corso oggi
La formazione continua in logopedia è un investimento, non solo economico. Tempo, energie, trasporti, materiale: tutto va considerato. Ecco i miei criteri di selezione:
- Attualità e qualità dei contenuti: scelgo corsi recenti, basati su evidenze e con casi pratici.
- Profilo del docente: controllo sempre il CV. Se possibile, cerco formatori internazionali per avere punti di vista differenti.
- Fattibilità personale:
- Budget massimo stabilito a inizio anno.
- Costi extra considerati (viaggi, eventuali giornate di lavoro perse).
- Tempo ed energia che posso realisticamente dedicare (su questo ho ancora tanto da imparare perchè ritorno sempre sullo schema del “dire sì a tutto”)
- Budget massimo stabilito a inizio anno.
Come organizzo il mio tempo di studio
Ogni anno decido quando studiare in base alla mia routine clinica e cerco di inserire un weekend extra post-corso, interamente riservato a:
- rileggere gli appunti;
- strutturare cosa posso trasferire alla pratica clinica;
- iniziare a usare anche un solo concetto appreso, ma bene.
Budget, energia, tempo: risorse da non sprecare per la tua formazione continua in logopedia
Non abbiamo risorse illimitate! Aggiornarsi non è una gara, è un investimento. Imparare a dosare quanti corsi fare, quali materiali studiare e quando approfondire è fondamentale per rimanere lucidi, motivati e clinicamente efficaci.
Ti ritrovi in questo percorso?
Se vuoi che approfondisca alcuni aspetti – ad esempio come organizzare un weekend di ripasso, oppure come gestire il tempo dedicato allo studio in maniera sostenibile con impegni lavorativi scrivimelo nei commenti del blog o nei social! Sarà un piacere parlarne insieme.
Se stai già seguendo questi suggerimenti per la tua formazione continua in logopedia…
E ti capita di sentirti comunque sopraffatta o sopraffatto dalla mole di informazioni o di avere dubbi clinici che ti bloccano, è normale! Anche in questo: ti capisco bene. È una sensazione che ho vissuto anch’io in passato. Avere la possibilità di confrontarmi con colleghi specializzati in un ambito è stata una scelta fondamentale per la mia crescita professionale. Proprio per questo ho deciso di offrire supervisioni cliniche e orientamento personalizzato rivolti ai colleghi logopedisti che desiderano chiarezza – che sia su un caso specifico, su come organizzare la propria formazione o su aspetti pratici e gestionali del lavoro.
A volte, per fare davvero la differenza, basta
formarsi meno, meglio… e passare all’azione!








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