Formiche, moto e fiducia: la mia primavera
È arrivata l’estate, e si è conclusa una delle primavere più intense per me. Oggi vi racconto in modo autentico la mia primavera fatta di lentezza, cambiamenti e fiducia.
Primavera di fiducia: ALL IN!
Mi sono sfidata molto: fisicamente, mentalmente, professionalmente, e – forse la parte più difficile – emotivamente. La parola che mi viene in mente per questa primavera è
fiducia!
Prima di tutto, mi sono permessa di darla a me stessa. Ho dato fiducia alle mie idee, ai miei progetti. Forse per la prima volta, ci ho creduto davvero io per prima. Ho investito tempo, energie, denaro. Ho fatto un ALL IN.
Com’è andata? Non lo so!
Forse non lo saprò mai davvero, perché ho capito che, qualunque cosa accada – un fallimento, un traguardo – è sempre un work in progress. Sempre. Non c’è un punto d’arrivo. E questo non vuol dire essere insoddisfatti: significa imparare ad apprezzare il proprio abbastanza mentre si costruisce altro abbastanza.
Primavera di coraggio
Mi sono guardata dentro, ho fatto i conti con le mie risorse e ho messo in discussione i miei spigoli.
Ho sciolto convinzioni che pensavo fossero solide, ho aperto spiragli su realtà che prima non consideravo.
Ho rinunciato a proposte lavorative per dedicarmi ai miei progetti. Io, che dicevo sempre di sì.
Ho messo da parte saggi e testi tecnici, per passeggiare e leggere romanzi. Io, che leggevo due manuali alla volta.
Ho festeggiato il mio compleanno in costume, al mare. Io, che ho sempre avuto un rapporto complicato con il mio corpo. E con il mio compleanno.
Sono salita su una moto, a Napoli. Io, che avevo detto “mai” a un due ruote. Figurarsi nel traffico di Napoli.
Ho lavorato con lentezza, un progetto alla volta. Come una formichina, ho raccolto pezzi che sembravano scollegati agli occhi degli altri. E forse lo sembrano ancora.
Ho scoperto una nuova Elena. Come persona, prima di tutto. E solo dopo, come professionista. E la verità è che ho molta più fiducia in questa versione di me. In entrambe le sue forme.

Accogliendo l’estate
Ora so che tutto questo è stato prezioso, ma anche faticoso. Ho pensato tanto, forse troppo.
Le energie, come le stagioni, hanno un ritmo.
Tutto quello che vedrete da ora in poi nasce da questa primavera così piena. Dalla prossima settimana inizierà un periodo più leggero sul piano clinico. Ed è tempo, come ogni estate, di lasciar andare. Di stendermi al sole.
Come i girasoli, mi girerò verso ciò che mi scalda, che mi nutre, che mi fa sentire nel posto giusto.
Come la sabbia, lascerò passare le onde. Un giorno alla volta.
È stata una bella primavera.
È stata una primavera viva, a tratti faticosa, spesso sorprendente. Ho camminato molto, fuori e dentro di me. Ho raccolto, piantato e lasciato andare semi che ancora non so bene cosa diventeranno.
E adesso sento che è tempo di respirare, di fare spazio. Non tutto va compreso subito. Alcune cose fioriscono in silenzio, anche quando smetti di guardarle ogni giorno. L’estate, per me, sarà una stagione più leggera. Non perché ci sia meno da fare, ma perché ho meno bisogno di rincorrere. Penserò meno, non perché tutto sia chiaro, ma perché ho la fiducia della primavera che
Ciò che ha davvero valore, avrà il tempo, la pazienza e il coraggio di fiorire.
Concludo questo articolo con il titolo di un libro che ho scoperto un anno fa, di Gianluca Gotto, e che vi consiglio per l’arrivo di questa nuova stagione: se abbiamo fiducia, succede sempre qualcosa di meraviglioso.







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