Dal ciuccio alle pellicine alla penna: quando le abitudini orali crescono con noi
Ciuccio, biberon, matite da mordere, labbra da tormentare. Li chiamiamo “vizi orali”.
Ma spesso non sono semplici abitudini passeggere: sono comportamenti automatici che, col tempo, plasmando muscoli e funzioni, e possono lasciare segni ben visibili sull’allineamento dei denti… e persino sull’estetica del volto.
E no, non sono solo cose da bambini.
2-6 anni: quando tutto comincia
In questa fascia d’età le abitudini orali sono spesso legate a situazioni inizialmente fisiologiche, ma alcuni comportamenti, se protratti, possono diventare disfunzionali:
- uso prolungato di ciuccio o biberon (anche solo per le ore notturne);
- suzione del dito o della lingua;
- suzione di oggetti (come copertine, fazzoletti, peluche)
In questa fase, il corpo impara: se l’abitudine è poco funzionale, l’apprendimento lo sarà altrettanto.
6 anni fino all’adolescenza: il tempo delle conferme
Il bambino cresce e si modifica, ma a volte alcune abitudini restano. E se nessuno le ha osservate o rese più funzionali, iniziano a influenzare sul:
- lo sviluppo del palato e dell’arcata dentaria;
- la posizione della lingua;
- la deglutizione;
- l’articolazione di alcuni suoni;
Alcune abitudini comuni in questa fascia d’età sono:
- Utilizzo del biberon e del ciuccio;
- Utilizzo di borracce con beccuccio rigido;
- Suzione del dito o della lingua;
- Mordicchiare magliette, penne, oggetti;
- Mangiarsi le unghie e pellicine;

Oltre l’adolescenza (sì, anche gli adulti!)
A questo punto, alcune abitudini sono diventate invisibili… ma croniche. E si portano dietro anni di compensi.
- Masticazione continua di chewing-gum;
- mordere l’interno delle guance o il labbro;
- mordicchiare magliette, penne, oggetti;
- mangiarsi le unghie e pellicine;
Non colpa, ma responsabilità
Le abitudini orali disfunzionali non sono solo “vizi” da togliere. Sono strategie che il corpo ha trovato per adattarsi. Ma se diventano permanenti, modificano l’equilibrio muscolare e funzionale della bocca e del viso.
Ecco perché è importante non sottovalutarle e capire la causa. Ecco perché non basta “sgridare il bambino” o “aspettare che cresca”.
Serve uno sguardo d’insieme
In caso di abitudini croniche o segni evidenti (come denti sporgenti, lingua che spinge, respirazione orale…), l’intervento multidisciplinare è la chiave:
- Logopedista → per il lavoro muscolare e funzionale
- Ortodontista → per l’analisi delle strutture dentali e ossee
- Otorinolaringoiatra / foniatra → per valutare le strutture oro-facciali e le vie aeree
- Psicologo / terapista occupazionale → se c’è un legame emotivo profondo con l’abitudine
Agire con obiettivi comuni è il modo migliore per riscrivere questi automatismi e costruire una nuova armonia.
Conclusione sulle abitudini orali
Le abitudini orali disfunzionali non sono solo capricci o brutte abitudini.Sono segnali. Spie di un equilibrio che si può ricostruire. Prima lo si fa, più è semplice. Ma non è mai troppo tardi.







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