Perchè una logopedista miofunzionale dovrebbe studiare scienze cognitive?
Logopedia e Scienze cognitive: nell’ultimo articolo vi ho raccontato del mio cambio di vita personale e professionale.
Da settembre ho iniziato il Master in Cognitive Science dell’Università di Trento, un percorso che — a prima vista — sembra lontanissimo da una logopedista che, come me, ha sempre avuto il cuore nella motricità orofacciale e nella terapia miofunzionale, e molto meno nella componente linguistica. Oggi, in questo articolo, vi parlo del “perché” ho fatto questa scelta.
Una logopedista indecisa e un Master da scegliere
Non è stata una scelta facile. La prima volta che ho sentito parlare di questo Master ho pensato non facesse assolutamente per me:
- Troppo teorico;
- Troppo lontano dalla clinica;
- Troppo linguistico;
- Troppo lontano dalla mia “comfort zone”.
Eppure continuava a ronzarmi nella testa!
Negli anni ho osservato l’evoluzione del syllabus e ho confrontato il programma con numerosi master in Europa.
Con mia sorpresa, molti Master (e Lauree Magistrali italiane) rimandavano proprio a Trento, per una ragione specifica:
è un Master di Ricerca, ma orizzontale (e non verticale): copre diverse competenze (dall’area più informatico-computazionale all’area più clinica), dall’età evolutiva fino all’età geriatrica. È un Master che propone più di 10 corsi a scelta, quindi ogni studente può personalizzare il proprio curriculum sulla base dei propri interessi. Io ho appena confermato il mio piano di studi, che è diverso da quello dei miei compagni di corso, avendo interessi diversi!
Queste per me sono state le caratteristiche che mi hanno convinta: non esiste un’unica strada! Ve ne ho parlato anche nell’ebook dei Percorsi Post Laurea. Ripeto: so quanto sia insolito per una logopedista miofunzionale studiare le scienze cognitive. Ma aspettate: ora mi spiego meglio.
Motricità Orofacciale e scienze cognitive: un ponte da rafforzare
Chi mi segue da anni sa che sono sempre stata combattuta tra due mondi:
la logopedia in ambito neurologico e chirurgico (nello specifico la mia esperienza clinica con le disfagie) — ricchissima di sensorialità, cognizione, integrazione — e la terapia miofunzionale — spesso raccontata come “muscoli, esercizi e forza”.
Tra questi due mondi, però, ho sempre percepito un ponte mancante.
Questa tensione interna mi accompagna da tempo: sentivo che mancava un linguaggio comune, una cornice più ampia, un modo diverso di pensare le funzioni orali, non solo come movimento.
Piccola nota curiosa — con il senno di poi si uniscono molti punti: anche la tesi triennale sulla paralisi del nervo facciale mi ha dato questa conferma. Non esistono solo il muscolo, non esiste solo il nervo, non esiste solo il recettore sensoriale.
Quando si parla di movimento esiste la relazione tra tutti e tre questi elementi.
Da qui il nome della mia pagina: Neuroni e zenzero.
Quando ho conosciuto la Dott.ssa Luigia Ricci, ho avuto una conferma importantissima: qualcuno stava già tracciando un legame fra cognizione e funzioni orali. Credo che il metodo MIR sia uno dei contributi più coraggiosi nell’ambito della motricità orofacciale.
Esplicitare il legame tra funzioni orali e funzioni cognitive sembra banale oggi, ma immaginatelo 10 anni fa!
Come vi dicevo, non ho ancora avuto modo di fare il modulo 3, è in programma per il 2026. Ma, se pensate di voler approfondire il legame tra funzioni orali e funzioni cognitive, qui avrete un riscontro e dei materiali subito utili per la pratica clinica. Volete qualcosa di subito accessibile? MIR.
Smetti di fare la logopedista per studiare scienze cognitive?
Da persona curiosa quale sono, ho voluto approfondire di più.
Per questo ho deciso di fare il Master: per aumentare le mie competenze in ambito di funzioni cognitive, non solo nella pratica ma anche nel ragionamento e nella metodologia proposta.
Lo so: vi state chiedendo:
“Ma ti servirà davvero?”
Non vi posso rispondere ora, perché sono solo all’inizio! Vedremo lungo il percorso!
E per chi si sta chiedendo: “Ma quindi non vuoi più fare la logopedista per studiare le scienze cognitive?”
Certo che sì! Anzi: questo Master mi sta confermando quanto il nostro lavoro sia meraviglioso.
Voglio farlo in modo più approfondito e consapevole, per migliorare sempre di più il mio ragionamento clinico.
Credo anche che sia importante uscire dalla nostra nicchia clinica: portare la figura del logopedista nell’ambito accademico e di ricerca, per valorizzare davvero il nostro operato.

Una avventura tutta da raccontare, un tesoro tutto da costruire
Insomma, è un piano a lungo termine.
Per ora so che sono immersa in un ambiente dove percepisco:
- Metodo scientifico e ragionamento clinico, che va oltre le scienze cognitive;
- Nuove prospettive sull’apprendimento motorio;
- Comprensione approfondita dei processi di percezione e sensorialità legati all’attenzione e alla memoria;
- Visione interdisciplinare ampia (molto) e integrata.
La mia testa, ve lo dico con sincerità, è già piena di connessioni, idee, spunti che non vedo l’ora di portare nella clinica — quando saranno maturi.
Consiglieresti il Master in Scienze Cognitive?
È un Master che posso consigliare a tutti? NO!
- L’ho appena iniziato;
- Richiede tempo, riflessione, cambi di prospettiva e soprattutto la pazienza di lasciar sedimentare.
Se volete un cambiamento immediato nei vostri cassetti dei materiali e negli armadi dello studio, non è un percorso che mi sento di consigliare.
Se invece volete continuare a scoprire cosa e dove mi porterà questo percorso:
vi consiglio di continuare a seguire il Blog e salvare la mia email tra i preferiti, per non perdervi nessuna delle mie prossime avventure e riflessioni (dalla teoria alla pratica).
A pesto!







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