Cosa (non) ho imparato dalla mia laurea in Scienze Riabilitative
Oggi voglio condividere una parte meno raccontata del mio percorso professionale: la laurea magistrale in Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie. Una scelta molto controversa per me.
Perché avevo escluso la laurea in Scienze Riabilitative
Durante gli anni dell’università, sentivo spesso parlare di questo percorso. Ma, onestamente? Quasi mai in termini positivi. Molte colleghe più esperte mi sconsigliavano la magistrale: “troppo teorica”, “poco utile in clinica”, “una perdita di tempo”.
Così ho deciso di concentrarmi solo sulla pratica clinica, quella che mi appassionava davvero. E per un po’ è andata bene così. Fino a quando non ho vissuto un’esperienza che mi ha fatto cambiare idea.
Il mio punto di svolta? Un Erasmus pieno di domande
Durante il mio Erasmus, ho avuto la fortuna di vivere esperienze legate non solo alla clinica, ma anche alla ricerca e alla didattica universitaria. Ed è lì che ho capito quanto mi piacesse farmi domande, cercare risposte, studiare da nuove prospettive. Tornata in Italia, ho continuato con la formazione clinica, ma il seme era stato piantato! Così ho iniziato a esplorare nuovamente la magistrale: bandi, piani di studio, sedi universitarie. Ho scoperto che, anche se il piano di studi riguarda tre ambiti ben specificati, ogni sede universitaria sviluppa maggiormente un indirizzo:
- alcune puntano più sulla ricerca scientifica;
- altre sul management;
- altre ancora sulla docenza universitaria;
Io ho scelto l’Università degli Studi di Padova, principalmente per comodità lavorativa. Un percorso molto orientato alla didattica e al management, meno alla ricerca. Per colmare quella parte, ho integrato il mio studio con corsi specifici.
Non sono entrata al primo tentativo (e forse è stato un bene)
La prima volta non sono passata al test. L’ho presa come un segnale del destino. Poi è arrivato il Covid. E l’anno successivo ho riprovato, con meno ansia e più consapevolezza, e sono entrata. Il mio primo anno accademico è stato intenso e accelerato: 24 mesi di programma compressi in 18! Il tutto in un periodo complesso, pieno di cambiamenti anche personali. Sicuramente le lezioni online hanno agevolato la gestione dello studio in contemporanea alla pratica clinica. Non è stato comunque semplice!
Quindi… la consiglio?
Sni! La laurea in Scienze Riabilitative non è un’estensione della laurea triennale in Logopedia.
È un percorso trasversale, pensato per tre grandi aree:
- Management e organizzazione sanitaria
- Docenza e formazione
- Ricerca scientifica
Non è il percorso giusto se vuoi esclusivamente fare il clinico. Potrebbe essere quello giusto se vuoi fare il clinico… con comptenenze in più che esulano dalla professione clinica.
Cosa (non) ho imparato durante il corso di laurea in Scienze Riabilitative
Durante questo percorso non ho:
- acquisito competenze cliniche pratiche;
- approfondito disturbi o tecniche specifiche della logopedia;
- affrontato casi clinici da un punto di vista operativo;
Ma ho imparato a:
- gestire meglio il mio tempo e le priorità (fondamentale anche in clinica);
- comprendere maggiormente i processi di apprendimento, utile sia in docenza sia in terapia;
- leggere e interpretare criticamente la letteratura scientifica;
- sviluppare progetti in rete con scuole, enti e istituzioni;
- creare laboratori didattici per famiglie e pazienti;
- individuare processi di lavoro da migliorare nella mia pratica quotidiana.
In conclusione: ne è valsa la pena?
Per me: Sì.
Perché questa laurea non mi ha reso una logopedista più tecnica, ma una professionista più consapevole.
Ha arricchito il mio bagaglio con strumenti che mi aiutano a comunicare con più efficacia con pazienti e tenere la mente aperta a nuove strade professionali
Non ne hai abbastanza?
Se stai cercando informazioni su possibili percorsi di studi post laurea, ho scritto un articolo del blog e creato un ebook che puoi scaricare gratuitamente.
E tu?
Hai mai pensato di intraprendere un percorso di laurea magistrale come logopedista? Scrivilo nei commenti qui sotto!
Alla prossima!








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