Mano e Bocca in Logopedia: un legame da sfruttare
Hai mai osservato un neonato portarsi la mano alla bocca e pensato che fosse solo un gesto casuale? In realtà, già in epoca fetale, il cervello inizia a orchestrare una connessione sorprendente tra la mano e la bocca. E oggi vediamo insieme perchè la logopedia dovrebbe sfruttare questo legame!
Mano e Bocca ancora prima di nascere
Il legame tra la mano e la bocca è stato molto studiato. Molti meno sono invece gli studi che analizzato il legame tra la mano e la bocca in logopedia. Partiamo da quello che c’è!
Studi di Futagi (2017) mostrano che già in gravidanza la mano e la bocca si coordinano tra di loro. Infatti, il feo apre la bocca in anticipo, come se sapesse che la mano sta per arrivare. Questa è una delle prime e bellissime forme di anticipazione motoria, la prima forma di coordinazione intelligente che il cervello mette in campo.
Dopo la nascita, questo dialogo diventa sempre più raffinato. Il gesto mano-bocca non è più casuale, ma orientato a uno scopo, modulato da sazietà, emozioni e dall’apprendimento motorio. Il cervello costruisce un vero e proprio network funzionale, che consente a mano e bocca di collaborare con precisione crescente.

Plasticità cross-border: quando il cervello supera i confini
Un concetto chiave per capire come questo legame sia importante per la logopedia è la plasticità cross-border, studiata da Muret e colleghi nel 2016.
Immagina che il cervello abbia una cartina geografica del corpo, in questo caso una mappa sensoriale, dove ogni quartiere rappresenta una parte del corpo.
Se il dito di una mano viene stimolato ripetutamente, succede qualcosa di interessante:
- Il dito stimolato diventa più preciso a livello sensoriale, ovviamente;
- Le dita vicine non cambiano invece no!
Ma il dato davvero interessante è che: sono le labbra a migliorare la loro precisione sensoriale a livello tattile.
In altre parole,
stimolare il network sensoriale di un dito della mano non porta cambiamenti altre dita della mano, bensì al network mano-bocca.
Pensa quanto sia importante per il cervello e per il corpo il legame tra la mano e la bocca!
In realtà non è la prima volta che parlo di questo legame nei mei contenuti. Ma oggi ho voluto approfondire meglio e portare degli studi neurofisiologici interessanti. Ma venendo alla pratica:
Perché è importante per la pratica in logopedia?
Perchè mano e bocca non lavorano mai separate: il cervello integra le informazioni provenienti dai due sistemi costantemente. Attenzione però, qui parliamo di stimoli sensoriali molto semplici e ripetuti, e non di attività motoria. Potrebbe però essere interessante per un futuro approfondimento scientifico.
Cosa significa tutto questo per i logopedisti OGGI?
Significa avere a propria disposizione una strategia neurofisiologica. Attività manuali di motricità fine ripetute potrebbero potenziare la riabilitazione delle funzioni orali, sfruttando la naturale connessione mano-bocca.
Dato che dalla teoria, mi piace arrivare alla pratica. Ti lascio qui una lista di 5 attività di motricità fine che potrebbero essere usate durante il mantenimento della postura linguale di riposo.
Fammi sapere nei commenti se hai mai pensato di utilizzare il legame mano e bocca in logopedia per consolidare i tuoi obiettivi riabilitativi.
E se invece stai leggendo quasto articolo a ridosso del Natale: ho pensato ad un Calendario dell’Avvento con 24 attività di motricità fine da proporre durante il mantenimento della postura linguale di riposo. Lo vuoi vedere? Scaricalo qui!







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