La mia esperienza Erasmus+ Tirocinio in logopedia
Gennaio 2019. Una valigia, un volo per Santander e un sogno tra le mani. Non sapevo esattamente cosa mi aspettasse, ma sapevo bene perché stavo partendo:
Iniziare la mia esperienza Erasmus+ Tirocinio in Logopedia!
Quando raccontavo che avrei voluto fare un’esperienza Erasmus+ Tirocinio in Logopedia presso la Clinica del professor Borragán, in molti mi avevano detto che sarebbe stato quasi impossibile: il suo impegno costante tra clinica, ricerca e didattica lo rendeva difficilmente raggiungibile. Era – ed è – un punto di riferimento assoluto nel mondo della voce.
Ma il mio desiderio era entrare nella Dysneland della voce, comprendere da vicino ciò che avevo sempre studiato con tanta curiosità.
E così è stato.. Con determinazione, studio e qualche passo fuori dalla mia zona di comfort, ce l’ho fatta. Quello che non sapevo, però, è che in mezzo a quella realtà così viva e stimolante, avrei scoperto qualcosa di ancora più mio. Ho capito che, accanto alla voce, ciò che davvero accendeva la mia passione era la motricità orofacciale.
E in parallelo, quasi in punta di piedi, ho riscoperto la mia voce cantata, quella più autentica, personale. Una voce che avevo messo da parte, ma che grazie a quell’ambiente – e all’amore per il canto del professore – ho imparato ad ascoltare di nuovo.
Un progetto costruito con cura
Tutto è nato grazie a una guida preziosa durante il tirocinio. Aveva visto in me una curiosità per le funzioni orali e una inclinazione alla ricerca. È stata lei a suggerirmi di dare seguito a questo interesse anche dopo la laurea. Così, quando l’università ha pubblicato il bando Erasmus+ Tirocinio, ho deciso di mettermi in gioco. La mia università offriva delle mete già convenzionate, ma io sentivo che il mio percorso aveva bisogno di una direzione più personale. Ho costruito un programma di studio e di ricerca coerente e mirato, raccolto lettere di referenza e presentato la mia candidatura.
Santander, Spagna e lo spagnolo
A Santander sono arrivata da sola, senza contatti, senza punti di riferimento.
Ho cercato casa in autonomia e ho condiviso l’appartamento con coinquilini spagnoli. È stato impegnativo, soprattutto perché avevo iniziato a studiare lo spagnolo solo pochi mesi prima. Ma è stato anche il modo più efficace per impararlo davvero: vivere la lingua ogni giorno in più contesti (dal supermercato alle lezioni universitarie)!
In questa nuova quotidianità ho conosciuto una ragazza speciale, una collega italiana appassionata di logopedia e di musical. Il canto era il suo sogno, e le nostre conversazioni – tra studio e riflessioni serali – sono state un sostegno importante. Un’amicizia che ha reso più leggero ogni momento difficile e stancante.
Formazione clinica e scoperta personale
Le giornate erano scandite da un ritmo intenso ma incredibilmente stimolante.
Ogni mattina eravamo in clinica, seguendo il professor Borragán: valutazioni FEES per diagnosi mediche. Abbiamo osservato polipi, paralisi, disfonie funzionali, tumori della laringe, sulcus vocalis, infiammazioni. Ogni giorno è stato un’immersione profonda nell’anatomia e nella fisiologia delle corde vocali e delle vie aeree superiori.
Nel pomeriggio partecipavamo alle sedute con le logopediste della Clinica. È qui che ho visto da vicino la riabilitazione logopedica voce, e soprattutto la riabilitazione dello squilibrio muscolare orofacciale (SMOF). Ed è stato proprio in quel contesto che la mia passione ha trovato direzione. Nonostante fossi lì per approfondire il mondo della voce, è stato il lavoro sull’attivazione muscolare, sulla funzione, sul movimento dei muscoli orofacciali a coinvolgermi profondamente.
Il martedì frequentavamo anche alcune lezioni universitarie tenute dal professore, mentre il giovedì era la giornata che attendevo con più entusiasmo: quella dedicata alla chirurgia. È stato emozionante poter entrare in sala operatoria, osservare da vicino l’intervento, cogliere i dettagli e ascoltare le spiegazioni del Prof!
Nei fine settimana, spesso partecipavamo a corsi organizzati da provider privati, sempre guidati dal professor Borragán. Ogni corso era un’occasione preziosa per approfondire la ricerca clinica e il confronto con professionisti esperti.
Il valore dell’Erasmus+ Tirocinio in Logopedia
Se vi state chiedendo se avessi avuto del tempo libero: vi dirò che nel poco tempo libero che avevamo, ci dedicavamo alla lettura di articoli scientifici.
Tra clinica, chirurgia, ricerca e studio: decisamente non mi sono annoiata!
Ogni giorno, ogni momento libero era un’opportunità per approfondire i temi trattati in clinica, confrontarci tra colleghi e porci domande. Le serate si allungavano spesso in discussioni e riflessioni. La stanchezza si faceva sentire, ma era accompagnata da una sensazione di crescita e gratitudine profonda.
Alla fine dei quattro mesi, avevo perso 6 kg, è vero! Ma avevo guadagnato molto di più: sicurezza, consapevolezza, nuovi strumenti clinici, un metodo di lavoro e uno sguardo critico.
L’esperienza Erasmus+ Tirocinio in Logopedia ha contribuito a formare la mia identità professionale e personale.

E nella valigia, al ritorno dalla mia esperienza Erasmus+ Tirocinio in Logopedia
Quando sono tornata in Italia, la mia valigia era piena. Non solo di appunti, libri e dispense.
C’erano dentro competenze teoriche solide, maturate sul campo e costruite attraverso l’osservazione e lo studio. C’erano strumenti pratici, affinati giorno dopo giorno, seduta dopo seduta. C’era soprattutto una nuova me: più consapevole, più determinata, più aperta all’incontro tra clinica e studio.
Ho riportato con me un modo diverso di guardare ai pazienti, più completo e attento, e un desiderio ancora più forte di crescere, formarmi e contribuire a questo meraviglioso ambito che è la motricità oro-facciale.
Se vuoi avere qualche informazione in più rispetto al percorso post-laurea: ricordati che ho scritto un ebook in collaborazione con altre fantastiche colleghe. Lo trovi qui!







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