Dalla Logopedia alla ricerca multisensoriale: l’impatto dell’olfatto e dell’udito su attenzione e benessere
Dalla logopedia a cavia di una ricerca multisensoriale: “Ma chi me lo fa fare?”
È quello che pensavo mentre avevo cuffie anni ’80 sulle orecchie, due tubicini nelle narici che spruzzavano odori strani, fili attaccati alla pelle e un saturimetro sul dito. Con l’altra mano dovevo muovere il mouse e cliccare per rispondere alle stesse domande più volte. Bello, ma… che fatica! Sorrido dicendolo, perché è incredibile quanto si impara iniziando a mettere un piede nel mondo reale della ricerca neuroscientifica multisensoriale.
Perché ho scelto uno studio multisensoriale su olfatto e udito
Eh sì: lo scorso mese ho partecipato come cavia al mio primo esperimento presso la CIMeC. Durante le lezioni del Master in Cognitive Science, i professori consigliano di partecipare come volontari: capire come funziona un esperimento, le procedure, le dinamiche e le sensazioni che prova il soggetto è fondamentale. Mai consiglio fu più saggio!
Il volantino in bacheca dell’università diceva:
“Vuoi partecipare a un esperimento uditivo-olfattivo?”
Io subito: certo! Suono e olfatto, pensavo, come studentessa di logopedia li abbiamo studiati mille volte.
“Sarà facile!” mi sono detta.
Emozionatissima, mi sono iscritta.
L’obiettivo dello studio era chiaro: capire come stimoli uditivi e olfattivi influenzino attenzione, memoria e benessere. Si trattava di uno studio multisensoriale, perfetto per scoprire sul campo le complessità della ricerca.
Cos’è uno studio multisensoriale e perché è rilevante per la logopedia
La ricerca multisensoriale studia come i diversi sensi, come in questo caso olfatto e udito, interagiscono tra loro, influenzando le funzioni cognitive. Lo studio prevedeva tre condizioni principali:
Stimoli uditivi, olfattivi e combinati
- Stimoli uditivi: suoni naturali o artificiali tramite cuffie
- Stimoli olfattivi: odori controllati (talco, cirmolo) con olfattometro
- Stimoli combinati uditivo-olfattivi, con attenzione alla coerenza sensoriale
L’obiettivo era valutare l’effetto dei singoli stimoli e delle interazioni multisensoriali in compiti di attenzione, memoria e benessere.
Ad spiegarmi tutto questo è stata Giulia, una studentessa molto gentile e dolce, che mi ha accolto e che sta seguendo diversi studi sulla multi-sensorialità. Alla fine delle due sedute sperimentali della durata di un’ora l’una, ha risposto a tutte le mie curiosità. Giulia è rimasta colpita della mia partecipazione come logopedista e tra di noi è iniziato un bellissimo dialogo tra futura psicologa e logopedista.
Come venivano valutate le performance cognitive
Durante l’esperimento ho svolto diversi task cognitivi, tra cui:
- Test di Corsi (Corsi Block Tapping Test) per la memoria
- Compiti di attenzione visiva e inibizione
Parallelamente venivano raccolti parametri fisiologici come conduttanza cutanea e saturimetria, per comprendere l’impatto corporeo degli stimoli multisensoriali.
L’esperienza di essere soggetto: attenzione, fatica e consapevolezza
Partecipare a uno studio multisensoriale non è semplice. Dopo pochi trial mi sono sentita affaticata, soprattutto a livello olfattivo e cognitivo. Odori che prima reputavo neutri diventavano intensi e distraenti. La ripetizione degli stessi compiti in diverse condizioni è stata impegnativa.
Questa esperienza mi ha fatto comprendere il ruolo del ricercatore: precisione, pazienza e controllo sono essenziali per ottenere dati affidabili. Dietro ogni grafico c’è un lavoro enorme.

Multisensorialità e logopedia: l’importanza di olfatto e suono
L’olfatto, spesso trascurato, è collegato a memoria, emozioni e regolazione fisiologica. La ricerca multisensoriale potrebbe mostrarci come olfatto e udito interagiscano, e quanto influenzano attenzione, percezione e performance cognitive.
Per la logopedia miofunzionale, comprendere queste interazioni potrebbe significare progettare stimoli clinici più efficaci, modulare la terapia secondo le risposte sensoriali sulla base di teorie scientifiche valide.
Inoltre, oggi le neuroscienze non si concentrano più sull’analizzare una singola funzione, ma su come diverse funzioni interagiscono tra di loro: io lo ritengo affascinante! Chissà se un giorno lo applicheremo alla nostra idea di logopedia multisensoriale (di integrazione).
E da cavia a clinica: cosa portiamo nell’ambulatorio di logopedia?
Dalla mia esperienza come soggetto di questo bellissimo studio, ho voluto condividere con voi un materiale che ho già testato altre volte in clinica. Ma per renderlo speciale ho voluto dargli un tocco natalizio.
Infatti, in passato spesso ho parlato di retro-olfatto e del suo ruolo nella percezione dei gusti, associandolo anche alla relazione tra respirazione e masticazione. Ecco quindi l'”Indovina l’odore e il gusto“, edizione natale, per stimolare un momento di condivisione sensoriale in questo momento magico dell’anno. Gli obiettivi sono sensoriali e anche legati alla stimolazione del linguaggio nei bambini. Infatti descrivendo odori e gusti si possono stimolare molte abilità lessicale.
Un piccolo passo concreto per portare la ricerca multisensoriale nella pratica clinica, valorizzando i sensi e creando esperienze significative.
Buon Natale Multisensoriale







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